Montedoro di Antonello Faretta in dvd dal 12 dicembre

Penny Video e Noeltan sono lieti di annunciare l’uscita in home video (DVD+Booklet) del film Montedoro di Antonello Faretta. 

Ispirato alla storia vera della protagonista Pia Marie Mann, Montedoro racconta il ritorno alla terra natia di una donna di mezza età, cresciuta in America presso una famiglia adottiva ma determinata a ritrovare la memoria dei suoi veri genitori naturali. I luoghi raccontati dal film sono quelli di Craco, in provincia di Matera, suggestiva città fantasma in cui il presente si mescola a un passato arcaico. Come racconta il regista: «Un giorno, mentre viaggiavo nella mia regione, mi sono ritrovato in un luogo abbandonato. Un paese diventato fantasma in seguito ad una grande frana cinquant’anni fa. E poi è arrivata una donna americana che cercava la madre in questa carcassa disgregata che un tempo era stata comunità. Questa donna cercava tra i fantasmi, tra i morti che giacciono sulla collina del paese. Mi sono convinto che dovevo restare là a spiare tra le crepe del paese e di questa donna».

Il film è stato presentato con successo in festival quali il Montreal Film Festival, Visions du Réel e Annecy Cinéma Italien, raccogliendo gli elogi della critica internazionale: «un film coraggioso e necessario» (Il Fatto Quotidiano), «impalpabile e insieme potente, una storia italiana e il piacere di un cinema imprevisto» (Il Manifesto), «un film dove la realtà trascolora volentieri nel sogno» (Film TV). Successivamente, il film è stato distribuito in sala nel 2016 dalla Noeltan. 

Il DVD sarà disponibile nei principali negozi italiani dal 12 dicembre 2017 (e nei bookshop online), in un’edizione speciale plastic freerealizzata per il mercato internazionale, con sottotitoli in inglese, francese e spagnolo. Il film sarà inoltre corredato da contenuti speciali esclusivi (tra cui la videopresentazione di Adriano Aprà e molte scene tagliate) e da un libretto a cura di Jean Perret. L’edizione è realizzata dalla Penny Video grazie al contributo della Lucana Film Commission e della Regione Basilicata con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Madrid.

Acquista la tua copia al prezzo lancio di 10,00 euro + spese di spedizione direttamente qui.

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AL RIFF VINCE IL PREMIO RAI CINEMA CHANNEL IL CORTO ‘L’AVENIR’ DI LUIGI PANE

Il premio consiste in un contratto di acquisto dei diritti web e free tv del corto per € 3.000

Tra i premi del RIFF Awards 2017, per la sezione cortometraggi italiani in concorso, in collaborazione con Rai Cinema Channel, è stato assegnato il premio al corto più web, per il valore di € 3.000,00 a L’Avenir di Luigi Pane.

Il premio consiste in un contratto di acquisto dei diritti web e free tv del corto, da parte di Rai Cinema che ne permetterà la visibilità su www.raicinemachannel.it, sui siti partner e, a discrezione dei responsabili delle reti, sui canali RAI. Il riconoscimento vuole premiare l’efficacia di un racconto che ben si presti ad essere diffuso sui canali web. L’Avenir, che è stato programmato in streaming sulla piattaforma Rai Cinema Channel per tutta la durata del festival, tra tutti gli altri cortometraggi italiani in concorso, è risultato quello con il maggior numero di visioni superando le 10.000 visualizzazioni.

L’Avenir è ambientato a Parigi durante la fatidica notte di attentati del 13 novembre del 2015. Una notte vista attraverso gli occhi di Rino e Sofie, una giovane coppia nel mezzo di una crisi sentimentale.

Luigi Pane è nato a Sorrento e si è laureato in Storia e Critica del cinema. Il suo corto d’esordio “Black Comedy” è stato tra i più premiati in Italia nel 2016/2017.

Alla premiazione oltre al regista era presente Francesca Rima di Rai Cinema Channel.

 

Fonte: https://www.riff.it/al-riff-vince-il-premio-rai-cinema-channel-il-corto-lavenir-di-luigi-pane/

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Allarme in Europa per il “cattivo” virus invernale che porta vomito e diarrea

Mentre le temperature precipitano, i funzionari delle istituzioni sanitari britanniche lanciano l’allerta sostenendo che quest’anno è aumentato il rischio di prendere il temibile virus del “vomito”, il norovirus che sta circolando attualmente in Europa. Il norovirus è tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica, costituendo così un serio problema nel campo della sicurezza alimentare per la possibilità di causare infezioni di breve durata, ma con violenti attacchi di diarrea e vomito. È estremamente contagioso e si diffonde facilmente in ambienti in cui le persone sono vicine l’una all’altra, come nei luoghi di lavoro o in centri commerciali affollati. Il Public Health England, l’agenzia esecutiva del Ministero della Salute del Regno Unito, ha avvertito che l’aumento dei casi di norovirus è comune durante l’inverno e che quest’anno si sta rivelando del 14% superiore alla media rispetto ai mesi invernali degli anni precedenti.

Nick Phin, vicedirettore del National Health Service e Director della Public Health England, ha diramato alcuni semplici consigli per evitare il contagio che Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ritiene utili rilanciare anche in Italia, dato l’elevato numero di segnalazioni+ analoghe anche in Italia. Innanzitutto ha evidenziato che “la maggior parte delle persone effettuerà un recupero completo entro 1 o 2 giorni, ma è importante bere molti liquidi durante questo periodo per prevenire la disidratazione, specialmente nei giovanissimi o negli anziani. “Se le persone hanno la diarrea e il vomito non devono preparare il cibo per gli altri e noi consigliamo di evitare di visitare ambulatori medici, case di cura e ospedali se hanno sintomi. Se qualcuno manifesta attacchi particolarmente violenti deve contattare i numeri d’emergenza sanitaria o il medico curante. “Uno dei modi migliori per proteggersi dal norovirus e per aiutare a prevenire l’infezione è praticare una buona igiene personale, che comprende il lavaggio completo delle mani dopo l’uso del bagno e prima di mangiare o preparare cibi”.

Giovanni D’AGATA

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Alzheimer presto curabile grazie a uno studio svizzero?

L’Alzheimer è la forma più grave di demenza che comporta tra gli effetti una progressiva e inesorabile perdita di memoria. Noi dello “Sportello dei Diritti”, siamo più volte intervenuti per segnalare le scoperte più significative, perché restituire una speranza a tutti coloro che hanno ricevuto questa diagnosi e ai loro parenti. La malattia, in questione, com’è noto, è caratterizzata da un lento declino progressivo delle cellule nervose e dei contatti tra le stesse. Si tratta, quindi, di una patologia neurodegenerativa considerata irreversibile e per la quale allo stato non risultano cure efficaci. Almeno così è stato finora.

Ma un nuovo approccio promettente da parte dei ricercatori dell’EPFL (EPFL), il Politecnico Federale di Losanna, potrebbe cambiarlo. Nel cervello dei malati di Alzheimer ci sono tipici depositi proteici, chiamati placche amiloidi. Il quadro clinico comprende disturbi della memoria e dell’orientamento, disturbi del linguaggio, disturbi della mente e del giudizio, nonché cambiamenti di personalità. La maggior parte dei trattamenti si concentra sulla scomposizione dei depositi di proteine, ma finora senza risultati. Per questo motivo, gli scienziati hanno iniziato a cercare strategie terapeutiche alternative – una delle quali considera l’Alzheimer una forma di malattia metabolica. Un team scientifico guidato da Johan Auwerx si è ora concentrato sul mitocondrio. È un organo cellulare che è circondato da una doppia membrana e contiene all’interno il materiale genetico. Il mitocondrio è una specie di centrale elettrica attraverso la quale le cellule vengono rigenerate.

Quindi, questo organo è anche centrale nel metabolismo. In esperimenti con vermi e topi, gli scienziati hanno scoperto che l’aumento dei mitocondri può respingere specifiche proteine ​​dello stress e allo stesso tempo aiuta a ridurre la formazione di depositi proteici. Inoltre, è stata osservata una notevole normalizzazione delle funzioni cognitive nei topi. Secondo Auwerx, i risultati sono estremamente incoraggianti e sono di fondamentale importanza per ulteriori studi clinici: “Affrontare il morbo di Alzheimer attraverso i mitocondri potrebbe fare la differenza”. L’importanza della ricerca in questione, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, risulta evidente anche dal fatto che i risultati della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista “Nature” .

Giovanni D’AGATA

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Le fake news sul lavoro in Basilicata. “Noi Lucani abbiamo visto cose che voi umani…”

Quando si toccano le tematiche del lavoro, specie in Basilicata terra nota per le fake news sull’elevato tasso di occupazione, nella gran parte dei casi si va a destabilizzare quello status quo che vive della negazione strumentale di quei diritti che fanno da muro contro quelle disuguaglianze neoliberistiche che hanno come unico scopo quello di ridurre il lavoratore ad un mero numero così che possa diventare un pezzo del “macchinario”, facilmente sostituibile se questi non dovesse accettare, in modo passivo, “bizzarri” contratti, aumento esponenziale delle ore lavorative, paga da fame.

“E’ il mercato, bellezza!” direbbe qualche imprenditore col culo degli altri. E’ di questi giorni la notizia, l’ennesima, portata alla ribalta solo da qualche quotidiano, riguardante cinquantuno dipendenti di una prestigiosa azienda lucana che dovranno cercarsi una nuova occupazione poiché impossibili da “ricollocare”. Una storia che si ripete nel quotidiano, con centinaia di imprese che chiudono i battenti, mettendo in difficoltà migliaia di lavoratori. Questa gente, ormai, non fa più notizia poiché viviamo in una terra che ha la tendenza a fagocitare altro genere di informazioni come regalare titoloni sull’elezione di Polese a segretario del Pd, a fare scoop su allerte meteo inesistenti, a sprecare inchiostro sulla stazione di Matera.

Una decontestualizzazione di informazioni utilizzata per manipolare sempre più una realtà priva di sbocchi a carattere lavorativo. Perchè, diciamocela tutta, non siamo affatto la Regione delle start-up come qualcuno vorrebbe farci credere né tanto meno quella di flussi turistici importanti. Siamo, senza scendere nella retorica, semplicemente, ottusamente, una terra di disperati dove i giovani indossano i panni degli emigranti 2.0 e dove transitano cooperative e società che pretendono, nelle logiche di massimizzazione del profitto, di retribuire i dipendenti con un piatto di lenticchie dando loro l’illusione di potersi regalare, in futuro, un pasto luculliano, mentre i dati, quelli veri, assumono un aspetto impietoso.

I paragoni impossibili con altre regioni si sprecano, originando una distorsione percettiva che va a braccetto con menti oziose e indolenti. Quanto sta accadendo è la dimostrazione impietosa che non abbiamo istituzioni all’altezza, in grado di sbattere i pugni sul tavolo del lavoro così da rispondere alle esigenze della comunità Lucana. Sono, invece, insuperabili, a vendere fumo e stendere il tappeto rosso a esotici imprenditori che hanno immiserito la nostra terra lasciandoci solo macerie. Ciò che è accaduto negli ultimi decenni ha un che di distopico, un esperimento mal riuscito che ha generato solo demoni. Volendo citare Blade Runner: “Noi Lucani abbiamo visto cose che voi umani…”.

Mimmo Toscano

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Ospedale Villa d’Agri, dipendenti mensa in sciopero

Un’altra promessa non mantenuta rischia di rovinare il Natale ai 15 addetti alla mensa dell’ospedale di Villa d’Agri. La Slem, ditta che gestisce il servizio, si era impegnata a saldare entro la fine di novembre tutti gli arretrati che spettano al personale. La prima settimana di dicembre è trascorsa, ma ai lavoratori mancano ancora gli stipendi di settembre, ottobre e novembre. L’ultimo erogato è quello di agosto, stando a quanto riferito dai dipendenti. Contattato al telefono, Pasquale Paolino della Cgil ha dichiarato che i sindacati (l’altro è la Uil, rappresentata da Donato Rosa) hanno intenzione di proclamare nuovamente lo sciopero ma che è da verificare la possibilità di farlo nelle prossime settimane, con le festività ormai alle porte. “C’è la franchigia”, ci ha detto, “serve un confronto con la Commissione nazionale sullo sciopero”. La protesta dei lavoratori è già stata annullata tre volte. La prima dopo la convocazione delle parti al tavolo dell’11 ottobre presso la Prefettura di Potenza, dove la Slem aveva assicurato che avrebbe pagato tutte le spettanze entro la settimana seguente; accordo poi disatteso, pare senza alcuna immediata motivazione formale. I sindacati avevano quindi indetto nuovamente lo sciopero per il 31 ottobre, ma dovendo rispettare gli intervalli minimi fra scioperi di ambito e livelli diversi, si erano visti costretti a posticiparlo al 10 novembre.

Poi anche questa data era saltata proprio in virtù della promessa dell’azienda di versare tutte le buste paga “nel breve volgere di qualche giorno” o comunque entro la fine di novembre. La Slem aveva lamentato l’”impossibilità oggettiva ad emettere fatture da diversi mesi in quanto non ancora perfezionatisi i passaggi legati alla riorganizzazione della sanità lucana”, oltre che “identiche problematiche di più modesta entità per la parte di servizi a carico dell’Asp”. Intoppi burocratici che sembravano risolti a cavallo fra ottobre e novembre. I sindacati avevano assecondato l’azienda, intimando prima di pagare al massimo entro sette giorni, per poi dare tempo fino a giovedì scorso (a riferirlo è sempre Paolino), come chiesto dall’azienda, trattandosi di servizio pubblico essenziale. Intanto i lavoratori restano ancora in attesa di ricevere quanto dovuto.

FONTE: DANIELE CORBO – NUOVA DEL SUD

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Ex Firema, domani incontro alla Prefettura di Potenza

Si terrà domani giovedì 7 dicembre alle ore 10 alla Prefettura di Potenza, alla presenza dell’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli, l’incontro per discutere della vertenza Tfa di Tito (ex Firema) a seguito delle tensioni che si stanno generando tra i lavoratori nello stabilimento a causa della mancanza di risposte sul piano industriale  – che doveva essere presentato al Mise nel mese di novembre – e al mancato rispetto degli accordi precedenti sulla ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici del bacino ex Firema i quali, a fine anno, finiranno gli ammortizzatori sociali.

“Attualmente sullo stabilimento di Tito non si stanno sviluppando le nuove commesse annunciate dalla Tfa  – afferma Emanuele De Nicola, della Fiom Cgil Basilicata – il rischio serio è che la mancanza di nuove attività possa generare problemi per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per le prospettive future dello stabilimento”.

Durante l’incontro i lavoratori e le lavoratrici saranno in presidio davanti alla sede della Prefettura di Potenza per manifestare le loro preoccupazioni e chiedere risposte dalle istituzioni.

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Incontro ex Firema Potenza La vertenza resta aperta Fiom Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil insoddisfatti

Incontro ex Firema Potenza
La vertenza resta aperta
Fiom Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil insoddisfatti

Chiesto un incontro al Mise

Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil esprimono insoddisfazione per l’esito dell’incontro che si è svolto oggi alla Prefettura di Potenza sull’ex Firema di Tito alla presenza del Prefetto di Potenza Giovanna Cagliostro, l’assessore regionale alle Attività produttive Roberto Cifarelli e il sindaco di Tito Graziano Scavone.
All’incontro è stata ribadita la necessità di convocare un incontro al Mise per dare seguito agli impegni assunti e agli accordi sottoscritti in precedenza e dare risposte sia sul nuovo piano industriale – che doveva essere presentato il 14 novembre – sia sulla ricollocazione dei lavoratori e delle lavoratrici del bacino dell’ex Firema che a fine dicembre finiscono gli ammortizzatori sociali. Poiché l’azienda Tfa si è detta disponibile a riassorbire solo 5 lavoratori su 16, risulta necessario, come per lo stabilimento di Caserta, che anche per Tito vi siano delle garanzie.
La Fim Cisl, la Fiom Cgil e la Uilm Uil hanno pertanto rigettato l’ipotesi dell’azienda di trasferire temporaneamente circa 30 lavoratori di Tito allo stabilimento di Caserta, scaricando su Tito le attività e suscitando non poche preoccupazioni. Il rischio è che la discussione sulle nuove attività di Tito e sulla ricollocazione dei lavoratori venga sostituita da quella sul trasferimento temporaneo dei lavoratori a Caserta. Solo alla presenza di eventuali problemi particolarmente convincenti e solo in presenza di garanzie sul futuro dello stabilimento di Tito e sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, saremo disponibili a un eventuale accordo sul trasferimento. Fino ad allora, sin da lunedì prossimo, proclameremo lo stato di agitazione per impedire qualsiasi azione unilaterale. Intanto sia il Prefetto di Potenza sia la Regione Basilicata si sono impegnati a sollecitare il Mise affinché si diano garanzie sullo stabilimento di Tito.

Fonte: http://www.cgilbasilicata.it/

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Lucana Film Commission, al via due corsi di formazione

 

A dicembre partono i primi due corsi di un ciclo di formazione organizzato da Lucana Film Commission che continuerà, in seguito, nell’anno nuovo. I corsi sono indirizzati ai professionisti della filiera cinematografica e dell’audiovisivo. I percorsi di alta formazione, gratuiti per i partecipanti, saranno rivolti esclusivamente alle categorie di riferimento richieste dal corso ed esclusivamente a lucani o residenti in Basilicata. I primi due corsi saranno dedicati alla sceneggiatura e al documentario con docenti di fama nazionale e internazionale.

Al fine di agevolare la modalità di adesione si prega di inviare una mail specificando nell’oggetto la tipologia di corso prescelto: sceneggiatura o documentario. Le domande dovranno pervenire entro l’8 dicembre 2017 allegando un cv aggiornato al seguente indirizzo mail: formazione.lfc@gmail.com

Maggiori dettagli su orari, luogo e programma, saranno forniti in fase di conferma partecipazione. Si avvisa inoltre che avranno diritto di prelazione i professionisti iscritti al database della Fondazione Lucana Film Commission nella categoria di riferimento del corso oggetto di iscrizione. In caso di esubero delle domande verrà fatta, dal personale preposto della Fondazione Lucana Film Commission, una selezione basata su una valutazione dei cv pervenuti in base ai requisiti richiesti.

Di seguito alcuni dettagli sui singoli corsi:

  • Documentario:

Durata: 5 giorni dal 12 al 16 dicembre 2017

Sede: Tito scalo/Potenza

Docente: Gianfranco Pannone

Disponibilità posti: 12

Categorie: Registi, documentaristi, operatori di ripresa, montatori

Gianfranco Pannone

 

  • Sceneggiatura:

Durata: 4 giorni (16-17 dicembre 2017 + 2gg da definire tra febbraio/marzo 2018)

Sede: Policoro (MT)

Docente: Vincenzo Monteleone

Disponibilità posti: max 30

Categorie: sceneggiatori, autori, scrittori, registi

Vincenzo Monteleone

 

 

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Fonte: http://retecinemabasilicata.it/

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Nasce il Paniere delle Eccellenze di ANT in Basilicata

Quest’anno per le Feste, oltre alle tradizionali strenne e alle stelle di Natale, Fondazione ANT lancia anche in Basilicata un nuovo prodotto solidale, pensato per celebrarne la ricchissima tradizione enogastronomica. Il Paniere delle Eccellenze, realizzato grazie alla collaborazione del Caseificio Coviello di Potenza, è una selezione di eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche locali dal cuore solidale.

Con una donazione minima di 36 € sarà possibile regalare il Paniere delle Eccellenze – graziose borsine in juta confezionate con salsiccia lucana, caciocavallo stagionato 12 mesi, pasta secca trittico lucano, taralli, olio, vino e peperoni cruschi – e sostenere il progetto di assistenza domiciliare oncologica che ANT offre in regione dal 2001 con un’équipe medico-sanitaria attiva a Potenza e nella provincia, composta da 2 medici, 3 infermieri e 2 psicologi dedicati all’assistenza medico-sanitaria domiciliare e gratuita ai malati oncologici. Dall’inizio delle attività, ANT in Basilicata ha curato a casa oltre 4.100 malati di tumore, offrendo supporto medico, infermieristico e psicologico anche alle loro famiglie. Numerose anche le attività di prevenzione oncologica con oltre 700 visite offerte gratuitamente alla cittadinanza per la diagnosi precoce dei tumori della pelle e della tiroide.

Quella che Fondazione ANT offre è un’assistenza unica, che va incontro ai malati e alle loro famiglie con gratuità, in una fase della vita che ci trova tutti fragili e impreparati – spiega Raffaella Pannuti, presidente di Fondazione ANT – È un servizio che si fonda su un concetto “alto” di persona e che produce un impatto molto forte sulla società. Scegliere il Paniere delle Eccellenze come omaggio natalizio significa dare un contributo alla qualità della vita di tanti cittadini che, grazie ad ANT, potranno ricevere cure specialistiche domiciliari o controlli gratuiti per la diagnosi precoce di diverse patologie. Mi piace ricordare un dato: secondo un recente studio condotto da Human Foundation, organismo presieduto da Giovanna Melandri, per ogni euro donato ad ANT, il valore prodotto e restituito alla società è quasi doppio. Ciascuno di noi può veramente fare la differenza, anche con una piccola donazione.

Il Paniere delle Eccellenze, realizzato in 100 pezzi, permetterà ad ANT di raccogliere fondi da destinare alle attività gratuite di assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e prevenzione oncologica a Potenza. Per trovarlo visitare il sito www.ant.it o la pagina Facebook ANT in Basilicata, per prenotazioni contattare la delegazione ANT di Potenza: delegazione.potenza@ant.it o raffaele.messina@ant.it.

Profilo Fondazione ANT Italia Onlus

Nata nel 1978 per opera dell’oncologo Franco Pannuti, dal 1985 a oggi Fondazione ANT Italia ONLUS – la più ampia realtà non profit per l’assistenza specialistica domiciliare ai malati di tumore e la prevenzione gratuite – ha curato circa 120.000 persone in 10 regioni italiane (Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Basilicata, Puglia, Umbria – dato aggiornato a dicembre 2016). Ogni anno 10.000 persone vengono assistite nelle loro case da 20 équipe multi-disciplinari ANT che assicurano cure specialistiche di tipo ospedaliero e socio-assistenziale, con una presa in carico globale del malato oncologico e della sua famiglia. Sono complessivamente 520 i professionisti che lavorano per la Fondazione (medici, infermieri, psicologi, nutrizionisti, fisioterapisti, farmacisti, operatori socio-sanitari etc.) cui si affiancano oltre 2.000 volontari impegnati nelle attività di raccolta fondi necessarie a sostenere economicamente l’operato dello staff sanitario.

Il supporto offerto da ANT affronta ogni genere di problema nell’ottica del benessere globale del malato. A partire dal 2015, il servizio di assistenza domiciliare oncologica di ANT gode del certificato di qualità UNI EN ISO 9001:2008 emesso da Globe s.r.l. e nel 2016 ANT ha sottoscritto un Protocollo d’intesa non oneroso con il Ministero della Salute che impegna le parti a definire, sostenere e realizzare un programma di interventi per il conseguimento di obiettivi specifici, coerenti con quanto previsto dalla legge 15 marzo 2010, n. 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. ANT è inoltre da tempo impegnata nella prevenzione oncologica con progetti di diagnosi precoce del melanoma, delle neoplasie tiroidee, ginecologiche e mammarie. Dall’avvio nel 2004 sono stati visitati gratuitamente oltre 148.000 pazienti in 79 province italiane (dato aggiornato a dicembre 2016). Le campagne di prevenzione si attuano negli ambulatori ANT presenti in diverse regioni, in strutture sanitarie utilizzate a titolo non oneroso e sull’Ambulatorio Mobile – BUS della Prevenzione. Il mezzo, dotato di strumentazione diagnostica all’avanguardia (mammografo digitale, ecografo e videodermatoscopio) consente di realizzare visite su tutto il territorio nazionale. ANT opera in Italia attraverso 120 delegazioni, dove la presenza di volontari è molto attiva. Alle delegazioni competono, a livello locale, le iniziative di raccolta fondi e la predisposizione della logistica necessaria all’assistenza domiciliare, oltre alle attività di sensibilizzazione.

Prendendo come riferimento il 2016, ANT finanzia la maggior parte delle proprie attività grazie alle erogazioni di privati cittadini (29%) e alle manifestazioni di raccolta fondi organizzate (26%) al contributo del 5×1000 (15%) a lasciti e donazioni (9%). Il 15% di quanto raccoglie deriva da fondi pubblici. Uno studio condotto da Human Foundation sull’impatto sociale delle attività di ANT, ha evidenziato che per ogni euro investito nelle attività della Fondazione, il valore prodotto è di 1,90 euro. La valutazione è stata eseguita seguendo la metodologia Social Return on Investment (SROI). ANT è la 9^ Onlus nella graduatoria nazionale del 5×1000 nella categoria del volontariato. Fondazione ANT opera in nome dell’Eubiosia (dal greco, vita in dignità).

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