Notifica di scombero alle associazioni di volontariato di Scanzano, la protesta delle associazioni

csa

Sabato 21 ottobre 2017 alle ore 12 è in programma una conferenza stampa urgente davanti alla sede dell’Associazione Cultura e Volontariato “Rocco Scotellaro” di Scanzano a seguito della notifica di scombero alle associazioni di volontariato di Scanzano che contano circa 1000 iscritti, senza tenere conto dell’attività che viene svolto dalle associazioni (associazione di anziani 300 iscritti, Avis 300 iscritti, Basileus 100 iscritti, La stanza del sorris.
Le associazioni ritengono che sia un atto di violenza inaudita verso coloro che hanno più bisogno di essere difesi dalle istituzioni piuttosto che difendersi dalle istituzioni.
E’ come dire: “Sbattiamo la civiltà in prigione”.

csa

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Notifica di scombero alle associazioni di volontariato di Scanzano, la protesta delle associazioni

ln-logo

3 mila persone a Matera e provincia sono affette da psoriasi: il 29 ottobre ospedali aperti per visite gratuite

Psoriasis

Molti i pazienti che trascurano ancora la malattia, a partire dai sintomi sospetti. Questo ritarda la diagnosi e l’inizio delle terapie che ne rallenterebbero in modo consistente l’evoluzione. Anche i pazienti in cura si scoraggiano facilmente e abbandonano le terapie perché non si recano nei centri di riferimento dove sarebbero curati a 360 gradi e seguiti con terapie personalizzate, sia sul piano clinico che psicologico. Per questo motivo, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) scende con i propri gazebo nelle piazze. La presidente Mara Maccarone: “Vogliamo colmare il grave gap di comunicazione e informazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie”.

Sono oltre 3.000 le persone a Matera e provincia affette da psoriasi, che in un terzo dei casi evolve in forma grave. Chi ne è affetto, però, spesso non ne conosce i sintomi e non si reca tempestivamente dallo specialista, con conseguente ritardo nella diagnosi e nell’inizio del percorso terapeutico che potrebbe rallentare l’evoluzione della malattia. Per informare e sensibilizzare i cittadini, per far luce sulle varie forme di psoriasi e sulle terapie, in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, il 29 ottobre a partire dalle 17 si svolgeranno consulenze e visite gratuite presso l’ Ospedale Distrettuale – Tinchi di Pisticci. Inoltre  è prevista una tavola rotonda con medici di base, specialisti e pazienti che permetterà un ampio confronto con le diverse figure sanitarie cui il paziente si rivolge. L’incontro prevede una ampia panoramica sulla psoriasi e sulle comorbidità e successivamente la tavola rotonda.

Gli specialisti  saranno a disposizione del pubblico e risponderanno alle domande di chi vorrà saperne di più sulla malattia, che non è di un solo tipo. La più diffusa è quella ‘a placche’ (80-90% dei casi), ma esistono anche altre forme più rare, poco conosciute e per questo sottostimate. Una di queste è la ‘psoriasi invertita’, caratterizzata da chiazze rosse non desquamate sotto le ascelle, sui genitali e sull’addome di chi è in sovrappeso, fino al solco sottomammario. La forma più frequente tra gli adolescenti invece è la ‘psoriasi guttata’, caratterizzata da piccole chiazze desquamate su tronco, braccia, gambe e cuoio capelluto. Esistono poi la ‘psoriasi pustolosa’ e quella ‘eritrodermica’: la prima è caratterizzata da pustole anche molto localizzate, mentre nella seconda la pelle appare infiammata e arrossata, provoca prurito o bruciore ed è tra le forme più gravi. Su queste l’attenzione è ancora poca.

La maggior parte dei pazienti in cerca di risposte raramente si rivolge ai centri di riferimento (ex Psocare) dove, oltre a ricevere diagnosi tempestive, potrebbero essere presi in carico e seguiti a 360 gradi con terapie personalizzate, anche in considerazione delle frequenti comorbidità, come artrite, depressione, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiovascolari che fanno della psoriasi una malattia sistemica. Per non parlare del supporto psicologico, fondamentale nel caso dei pazienti psoriasici, perché non si scoraggino e non abbandonino le cure.

“ll malato di psoriasi  spesso si fa prendere dallo sconforto  perché non riesce a vedere alcuna via d’uscita” –  spiega il Prof. Giovanni Palazzo, Direttore ISt. Dermatologia  Ospedale Distrettuale Tinchi di Pisticci – “Per cui, come dimostrano anche i dati, si reca sempre meno dallo specialista, aggravando notevolmente la sua situazione e precludendosi  la possibilità di venire a conoscenza delle nuove terapie. Per questo il supporto psicologico ha un ruolo fondamentale nella cura del paziente psoriasico, perché serve a far si che questi non si arrenda e non cada in depressione – come succede nella maggior parte dei casi – abbandonando le terapie. Per cui  il nostro messaggio ai pazienti è questo: aiutateci a curarvi al meglio. Oggi abbiamo a disposizione farmaci che possono migliorare moltissimo le forme gravi di psoriasi. Ma soprattutto, nel momento della diagnosi non fatevi prendere dal panico: fatevi visitare perché quando si “intercetta” la malattia  allo stadio iniziale è più  facile tenerla sotto controllo impedendole di evolversi e di coinvolgere gli altri organi. Se vi affidate agli specialisti e seguite tutte le loro indicazioni, potrete essere realmente parte attiva nella terapia  e fare la differenza”

“Il risultato – afferma Mara Maccarone, Presidente di ADIPSO – è che 8 pazienti su 10 sono delusi dalle cure e quasi 9 su 10 le abbandonano, cadendo in depressione nell’80% dei casi. Sono dati certificati da interviste svolte durante la giornata mondiale dello scorso anno a più di 5000 pazienti. Un’ulteriore conferma viene dal costante calo di presenze nei centri italiani: in pochi anni siamo scesi da 12mila a 6mila. Per questo è fondamentale creare una inversione di tendenza facendo tanta informazione: vogliamo colmare il grave gap di comunicazione e informazione tra chi soffre e chi può offrire le cure necessarie, per cui bisogna spronare i malati a recarsi nei centri di riferimento presenti sul territorio. Questa “rete” infatti offre tutti i mezzi per curarsi a patto di non abbandonare i percorsi terapeutici che possono essere rimodulati sul paziente fino a trovare le cure più efficaci”.

Psoriasis

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: 3 mila persone a Matera e provincia sono affette da psoriasi: il 29 ottobre ospedali aperti per visite gratuite

ln-logo

morire di sviluppo…

ansa – L‘inquinamento miete qualcosa come 9 milioni di morti l’anno (dati relativi al 2015), ovvero ben un decesso su sei si può ricollegare ad esso. L’inquinamento atmosferico (smog, particolato nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili) è responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno (in gran parte per malattie cardiovascolari e respiratorie); l’inquinamento idrico di 1,8 milioni di decessi annui (per infezioni gastrointestinali, parassiti, diarrea), l’inquinamento legato all’ambiente di lavoro (da tossine e sostanze chimiche) 0,8 milioni di morti annui (specie per tumori).

Risultato immagine per inquinamento

    Reso noto sulla rivista The Lancet, questo tragico bollettino è parte dei risultati della Commission on Pollution and Health, un progetto biennale che ha coinvolto oltre 40 autori di vari paesi del mondo. Usando dati del Global Burden of Disease, è emerso che la maggioranza dei decessi si colloca nel Sud del mondo, specie in paesi come India (2,5 milioni di morti in un anno) e Cina (1,8 milioni), travolti da una rapidissima industrializzazione.
    Le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale quali l’inquinamento atmosferico ambientale (incluso l’ozono), l’inquinamento chimico, occupazionale e del suolo fanno oggi più vittime che in passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015.

————————————

credo che non ci sia alcun bisogno di commenti…i dati, soprattutto quelli che declinano un aumento sensibile dei decessi e quelli che li localizzano tra india e cina, ben 4,3 milioni, stanno ad indicare non solo il legame stretto tra inquinamento e forme di sviluppo accelerate che non “vogliono” tener conto dell’inquinamento per non fermare lo sviluppo, ulteriore prova che si conosce e bene il legame tra questo, l’inquinamento e le patologie derivanti, ma anche e soprattutto quanto il liberismo in economia e così quella libera iniziativa affidata ai privati senza o con pochissimo intervento pubblico e dettar regole, ”sorvola” ogni forma di cautela, badando solo e soltanto ai numeri…non quelli dei morti e dei malati, non quelli degli esclusi da un modello che crea esclusi per creare sempre più consumatori appoggiati sulle spalle di nuovi schiavi, ma a quelli degli ormai enormi profitti di qualche centinaio di paperoni che neppure si pongono il problema di “trattenere” nei propri paesi quei denari, esportandolo in quei paradisi fiscali che sarebbe ora la politica mondiale si occupi per ottenerne la cancellazione come zone franche fiscali 

Fonte: http://www.comitatonooilpotenza.com/

Leggi l’articolo originale: morire di sviluppo…

ln-logo

Indennità guardie mediche, SMI (Sindacato Medici Italiani) contesta le scelte della Regione Basilicata

ticket sanitario

La segreteria regionale del Sindacato Medici Italiani intervene sulle caso che riguarda le indennità delle guardie mediche lucane. Di seguito la nota integrale.

Quanto sta accadendo nei confronti della Guardia Medica in Basilicata, risulta disonorevole per una comunità civile e democratica, decisamente in contrasto con la cultura del rispetto degli uomini e dei valori politici della “povera” sinistra che fino a prova del contrario governa questa Regione.
Fra i valori della sinistra noi consideriamo, il rispetto dei patti, la tutela dei più deboli e la difesa del Servizio Sanitario Pubblico come baluardo dell’universalità delle cure cui tutti i cittadini, senza distinzione, possono accedere.
Riteniamo doveroso questo chiarimento per un’opinione pubblica cui potrebbe arrivare un’informazione fuorviante, che rischia di far apparire questi Medici privilegiati e avidi, il che è l’esatto opposto della realtà.
Occorre che tutta la classe medica sia sensibilizzata a questa problematica che colpisce una parte della categoria, ma mette in discussione la dignità intera della professione, per una levata generale di scudi, a partire dall’Ordine dei Medici. Nessun Medico può sentirsi immune da quest’attacco che si aggiunge alla storia di questi ultimi anni che vede la professione soccombere, tra sudditanza alla politica, spauracchi medico-legali con aggressioni risarcitorie, e soprattutto bersaglio del malcontento diffuso dei pazienti che addossano ai Medici le inefficienze, le liste d’attesa e la progressiva perdita di servizi.
Spieghiamo brevemente perché sono contraddetti tutti questi principi:
1)    Il rispetto dei patti: Il CCN della Medicina Generale nella sua parte che delega alle trattative regionali, ha sancito nel 2008, in un tavolo con tutte le parti coinvolte e nella piena legittimità, di corrispondere delle indennità ai Medici di Continuità Assistenziale (Guardia Medica). Un’indennità che si riferisce al rischio connesso alla modalità di svolgimento del servizio, rischio della propria incolumità noto da sempre, e clamorosamente confermato dagli ultimi episodi di cronaca, un ristoro all’angoscia e al pericolo di lavorare in sedi disagiate, spesso isolate, essendo alla mercede di qualunque malintenzionato.  E’ risaputo che soprattutto le colleghe sono sovente costrette a lavorare con mariti, padri e fratelli per poter essere un minimo più tranquille. Altre piccole indennità sacrosante riguardano l’utilizzo del proprio automezzo a spostarsi per il nostro territorio con la difficile viabilità che conosciamo, non essendo l’azienda in grado di fornire mezzi e autisti di servizio. Ancora per l’assistenza ai pazienti pediatrici, con l’assunzione di gravose responsabilità in questo delicato ambito dell’assistenza.
D’altra parte, come quasi sempre è accaduto a memoria sindacale, questi accordi sono “mutuati” da accordi già stipulati in altre regioni più grandi e più avvantaggiate dal punto di vista sanitario, non fosse altro che per maggiori risorse disponibili in studio e approfondimento. Nulla quindi di particolarmente originale e avventuroso.
Ovviamente queste voci stipendiali, delegate alla trattativa decentrata, compensano anche la bassa retribuzione base per medici, professionisti impegnati in prima linea in un così difficile compito, e costituiscono lo stipendio su cui ognuno pianifica la sua vita e programma il suo futuro.
Accade ora che la Magistratura Contabile, attraverso le sue letture attente, abbia rilevato un difetto del contratto che non avrebbe, a suo giudizio, legato queste indennità a obiettivi specifici o prestazioni aggiuntive che, una norma successiva alla stipula del contratto, ha iniziato a richiedere, e per questo abbia chiesto chiarimenti in merito alla Regione, contestando nel contempo agli attori interessati, un danno economico per lo Stato, di alcuni milioni di Euro.
Un difetto che potrebbe essere di forma e non di sostanza. Cioè, ammesso e non concesso che gli estensori della trattativa abbiano sottovalutato quest’aspetto, o che non sia stato fatto successivamente con nuove regole,  è fuori di dubbio che un’indennità di rischio rappresenta un compenso a un deficit strutturale e organizzativo delle Aziende Sanitarie. Possiamo solo immaginare quanto costerebbe alla Regione adeguare le strutture della Guardia Medica, così capillari sul territorio, con sistemi di sicurezza moderni, forze dell’ordine a presidio, acquisto di mezzi propri e a estremizzare anche la necessità di autisti perché il Medico dovrebbe svolgere il suo ruolo esclusivo.
Così come la quantificazione economica di una Guardia Pediatrica, il tutto fa globalmente scomparire e annullare quel danno finanziario ipotizzato dalla Corte dei Conti. Un confronto improponibile che fa apparire l’intera vicenda come una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Siamo Medici e non conosciamo i meandri e le sottigliezze della materia giudiziaria, che però dovrebbe essere appannaggio degli interlocutori pubblici di una trattativa sindacale, che rinnegandosi e sconfessandosi scaricano ora, perentoriamente, sui medici gli oneri della vicenda.
Cosa ci si spetterebbe dalle regole del buon senso e dell’equilibrio: che la richiesta di chiarimenti della Corte dei Conti veda uno spiegamento di forze della Regione e delle Aziende Sanitarie ad argomentare, così come appare semplice ed evidente, a soddisfare tali richieste.  No, la Regione e i suoi dirigenti come primo atto sospende unilateralmente la corresponsione di quelle indennità e in un vortice di paura schizofrenica di conseguenze personali, fanno una delibera che avvia con urgenza il recupero delle somme corrisposte negli anni precedenti.
Questo prima della pronuncia della Corte che ipotizziamo non potrà che accogliere positivamente quei chiarimenti, per tutto quanto detto, e archiviare il caso.
E’ facile comprendere come i colleghi interessati da questo provvedimento siano entrati nel panico più totale. Non solo vedono depauperare la loro busta paga, paurosamente di diverse centinaia di euro, ma subiscono la minaccia incombente di dover sborsare gli arretrati di decine di migliaia di euro, guadagnati meritatamente sul campo. Non voglio dilungarmi sulle conseguenze economiche per ognuno, ma questo è ignobile e fa semplicemente accapponare la pelle.
In buona sostanza i protagonisti pubblici della vicenda tentano inopinatamente di salvaguardare le loro posizioni, mortificando, impoverendo e sconvolgendo addirittura la vita dell’intera categoria dei Medici di Guardia.
Senza contare che il disorientamento diffuso ha scatenato lo sciacallaggio legale per improbabili ricorsi cui disperatamente affidare le proprie aspettative di ottenere giustizia, e questo ancora prima delle conclusioni della Corte dei Conti.

2) La tutela dei più deboli: I Medici della Guardia Medica rappresentano l’anello più debole della catena sanitaria. Sono esposti in prima linea a fronteggiare sul territorio tutte le possibili urgenze, armati della propria coscienza professionale e umana, abbandonati a se stessi in sedi spesso sfornite di tutto, con pochi presidi e attrezzature, senza una formazione specifica nell’urgenza. Formati e forgiati sul campo e nel tempo andando a costituire un fondamentale punto di riferimento per la popolazione, assumendosi compiti e responsabilità che in un’era di medicina difensiva con tutte le implicazioni medico legali conseguenti, appaiono dei veri eroi. Sono i più deboli perché in una teorica gerarchia della professione, il ruolo della Guardia Medica ha sempre rappresentato una sorta di cenerentola, un’area di passaggio per l’inizio della carriera professionale, con l’attesa di passare a condizioni contrattualmente più consistenti. Costretti a lavorare la notte e nei giorni festivi con le ovvie, negative, ripercussioni sulla sfera personale e familiare. Si sa che il blocco del turnover, la precarizzazione generalizzata e il meccanismo a imbuto dell’ingresso nella Medicina Generale, hanno reso stabile questa professione del Medico di Guardia che vede quindi impegnati, nella stragrande maggioranza dei casi, professionisti di altissimo livello, spesso specialisti.

3) Sosteniamo da sempre il primato del Servizio Sanitario Pubblico che solo può garantire a tutti i cittadini senza distinzione di ceto e di possibilità economiche una pari dignità e, senza voler divagare nei massimi sistemi, osserviamo negli ultimi anni un graduale pauroso depauperamento dell’offerta sanitaria pubblica, centri e cliniche private e/o convenzionate che fioriscono, e sempre di più i pazienti a cercare risposte nella libera professione degli specialisti, creando una disparità fra chi può permetterselo e chi no. I Medici di Guardia rappresentano il presidio sanitario dello Stato sul territorio, per certi aspetti in maniera simile all’Arma dei Carabinieri che rappresenta il Presidio capillare dello Stato in tempa di ordine e sicurezza. Come a dire che lo Stato c’è ovunque a tutelare, con i suoi Medici, la salute dei cittadini indistintamente. Suoi Medici dunque e non mercenari per cui non basta la sola preoccupazione di riempire le caselle dei turni ma professionisti da rispettare e tutelare come un bene proprio e prezioso. Non è come si percepisce ora un fastidioso corpo estraneo che è possibile vessare e maltrattare.

Chiediamo con forza al nostro stimato Presidente di Regione, Medico, Marcello Pittella che assuma a se questa vicenda e con la sua storia e la sua sensibilità metta fine a questo scempio.
Contiamo anche nella capacità dell’Assessore Franconi di stemperare il clima pesantissimo che si è venuto a creare con scenari di scioperi e proteste clamorose che porterebbero a disservizi e penalizzazioni per la popolazione inerme, e d’altra parte costituirebbero sacrosante rivendicazioni dei Medici amareggiati e arrabbiati.
Così come facciamo appello ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie, anch’essi Medici, che nella fatica quotidiana a svolgere il difficile compito cui sono chiamati, trovino le soluzioni più giuste.

La segreteria regionale del Sindacato Medici Italiani

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Indennità guardie mediche, SMI (Sindacato Medici Italiani) contesta le scelte della Regione Basilicata

ln-logo

Sabato 21 ottobre inaugurazione nuova dialisi a Tinchi. Aned: scelta sbagliata

dialisi tinchi

Sabato 21 ottobre 2017 dalle ore 11 a Tinchi si terrà la cerimonia di inaugurazione della nuova dialisi, costruita in project financing dall’Ati Spindial Dialpoint.

Taglio del nastro affidato al Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, che ha concretamente attuato la promessa fatta negli anni scorsi alle popolazioni locali di ridare nuovo impulso al polo sanitario di Tinchi mediante la costruzione di un centro dialisi all’avanguardia.

La dialisi è stata realizzata mediante la c.d. finanza di progetto, ovvero indizione di bando che prevedeva la costruzione e successiva gestione per 9 anni con risorse a carico del privato, mentre il personale medico e paramedico oltre al coordinamento complessivo dell’attività sanitaria sarà di competenza Asm.

La dialisi ha estensione di oltre 600m² per 15 posti letto (elevabili a 17) più 1 posto letto “contumaciale”. Realizzati anche locali cucina ed aree esterne. Arredamento e macchinari sono all’avanguardia.

Dopo 9 anni, la gestione passerà in via esclusiva all’Asm, che diverrà proprietaria anche del fabbricato.
Oltre al Presidente Pittella e al Direttore Generale dell’Asm Pietro Quinto, saranno presenti il Sindaco di Pisticci Viviana Verri ed il prof. Gesualdo Loreto, Presidente nazionale della Società Scientifica Italiana e Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bari, nonché Direttore della Cattedra di Nefrologia.

Segretario regionale Aned Donato Andrisani: “Dialisi Tinchi, una scelta sbagliata”.
Di seguito la nota integrale.
Con un piccolo investimento si poteva creare un solo centro dialisi nell’ospedale di Policoro.
Era il 17 settembre del 2015, quando inoltrammo al presidente della giunta regionale, dott. Marcello Pittella, all’assessore alle politiche alla persona, prof.ssa Flavia Franconi e al presidente della IV commissione consiliare regionale competente sulle politiche sociali e sanitarie, dott. Luigi Bradascio, la richiesta sottoscritta da 27 pazienti in trattamento dialitico presso l’ospedale di Tinchi per la realizzazione di un centro dialisi pubblico nell’ospedale di Policoro, in grado di soddisfare tutte le esigenze dei cittadini malati di rene.
L’iniziativa sostenuta dall’ANED, Associazione Nazionale Emodializzati – Dialisi e Trapianto – Onlus, ottenne la solidarietà dei pazienti in trattamento dialitico presso gli ospedali di Lauria, Maratea, Matera e Potenza, perchè fondata sui principi fondamentali del nostro sistema sanitario, quali l’universalismo, l’appropriatezza delle cure e l’economicità delle prestazioni.
Un anno fa oltre cinquemila cittadini lucani sottoscrissero la nostra petizione per ottenere un centro dialisi pubblico a Policoro, all’interno di un ospedale sede di PSA, pronto soccorso attivo, di Rianimazione, di Unità di Terapia Intensiva (Utic) e di altre strutture complesse idonee  ad assicurare la sicurezza delle prestazioni erogate, la cura delle complicanze e le emergenze per i pazienti in insufficienza renale acuta e cronica.
Sarebbe stato un grande investimento per l’intera Regione, avrebbe costituito un punto di accoglienza per molti pazienti provenienti da altre Regioni, soprattutto nel periodo estivo.
Invece sia la Giunta regionale e l’intera maggioranza che sostiene il Governo della Regione sia l’Azienda Sanitaria di Matera hanno avallato la realizzazione di due centri dialisi, distanti appena 18 km., uno privato accreditato già in funzione nel comune di Policoro, l’altro all’esterno dell’ospedale di Tinchi, un misto pubblico privato tramite un appalto del valore di circa 8 milioni di euri.
Scelte davvero incomprensibili: creare doppioni, in un momento delicato per la sanità in Italia e in Basilicata,  quando la richiesta dei cittadini di una struttura pubblica risulta preferibile sia per la sicurezza dei malati sia dal punto di vista economico.
Proposta perfettamente in linea con i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza e con il Piano Nazionale delle malattie croniche che annovera tra le altre opportunamente la malattia renale cronica.
Il Presidente Marcello Pittella non ha mai voluto ricevere i rappresentanti dei pazienti per affrontare direttamente le richieste contenute nelle petizioni.
L’ANED che da 44 anni difende le persone malate di reni, dializzati e trapiantati, continuerà a dar voce ai bisogni del malato e a renderli protagonisti, anche culturali, del cambiamento e della modernità.
Le malattie renali sono al primo posto in Italia per rilevanza epidemiologica, gravità, invalidità, peso assistenziale ed economico, difficoltà di diagnosi e di accesso alle cure.
Abbiamo un sogno:”Vorremmo un mondo senza dialisi e fermare la malattia renale”, una sfida che oggi si può e si deve affrontare.
Per questo è fondamentale potenziare le strutture pubbliche di Nefrologia e Dialisi che si occupano di tutti i vari percorsi assistenziali dalla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione del paziente affetto da malattia renale, all’integrazione tra le attività di degenza, ambulatoriali, dialisi e trapianto al fine di garantire la continuità del trattamento e delle cure.
Necessario è il collegamento dei centri dialisi pubblici e privati accreditati alle Unità Operative di Nefrologia per definire la programmazione e il miglior utilizzo delle capacità professionali, delle risorse tecnologiche ed economiche.
Principi e idee che costituiscono il patrimonio culturale del nostro Servizio Sanitario Nazionale la cui missione, lo ribadiamo ancora, è la cura e la tutela della salute e della vita nell’esclusivo interesse dell’ammalato. Esso rappresenta una conquista sociale e di universalità a difesa della dignità di tutti.

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Sabato 21 ottobre inaugurazione nuova dialisi a Tinchi. Aned: scelta sbagliata

ln-logo

“Festa dei Nonni – Millepiazze 2017” di AIDE Senior & Young La Martella nella fattoria San Domenico

festa nonni

Sabato 21 ottobre 2017 dalle ore 16 presso la Fattoria Didattica “San Domenico” del borgo La Martella di Matera è in programma la “Festa dei nonni- Millepiazze 2017” della Senior Italia FederAnziani, organizzata dall’associazione  “AIDE Senior & Young La Martella”  guidata da Erminia D’Adamo.

“…impariamo dai nonni – Storie e Tradizioni” , questo il tema della festa dei nonni che l’associazione vuole condividere con i bambini, i ragazzi e le famiglie insieme ai nonni e alle nonne. I bambini potranno divertirsi con i laboratori della pasta fresca, scoprendo come il grano diventa farina.  Storie e tradizioni poi passeranno attraverso il laboratorio della lana per “tessere” uno scambio intergenerazione e “legare” nonni e nipoti, ed ancora momenti di condivisione ed educazione alimentare ed ambientale. Una bella occasione a cui tutta la cittadinanza è invita per festeggiare i nonni come risorsa della famiglia e della società, come scrigno della Memoria da trasmettere alle nuove generazioni.

festa nonni

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: “Festa dei Nonni – Millepiazze 2017” di AIDE Senior & Young La Martella nella fattoria San Domenico

ln-logo

Sagra della frutta autunnale e beneficenza a favore di AIRC al Dichio garden center di Matera

airc

Continuano le attività culturali presso il Dichio garden center di Matera, dove il 21 e 22 ottobre si svolgerà la sagra con degustazione di frutta autunnale.
Abbinata all’evento culinario, ci sarà la raccolta fondi a favore di AIRC per incentivare la ricerca sul tumore al seno.
L’iniziativa pone la questione anche sui cibi sani da utilizzare nell’alimentazione e la frutta di stagione è un alimento che aiuta la prevenzione di molte patologie .
Questa è la stagione che ci regala frutti squisiti da portare in tavola, ricchi di vitamine e antiossidanti, che aiutano a proteggere l’organismo messo a dura prova dagli agenti inquinanti. Inoltre, i frutti sono poveri di grassi e di calorie, caratteristiche che li rendono ideali alle diete dimagranti ed iposodiche.
I frutti autunnali, dalla variabilità gustativa, olfattiva e cromatica, ci accompagnano per un lungo periodo, aiutandoci a superare i malanni grazie ai succhi delle loro spremute.
Durante queste giornate, oltre alla degustazione di frutta fresca e spremute, si potrà acquistare la spilla di AIRC del valore di € 2 da devolvere alla ricerca o acquistando i bulbi della ricerca.
Il programma culturale è arricchito, sabato 21 dicembre dalle ore 18.00, con un workshop di giardinaggio con le piante del mese e su come realizzare un bel balcone autunnale.
L’appuntamento per la beneficenza è presso il Dichio garden center di Matera (s.s. 99 km 12,700, centro comm. Venusio). Per info 331-9891338 o su vivaidichio.it.

airc

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Sagra della frutta autunnale e beneficenza a favore di AIRC al Dichio garden center di Matera

ln-logo

Il 20 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’osteoporosi

fisioterapiste

I pazienti affetti da osteoporosi spesso “non sono curati adeguatamente”. Lo sostengono gli esperti che, in vista della Giornata mondiale dell’osteoporosi che si celebra il 20 ottobre, affermano come ‘prevenzione’ debba essere la parola d’ordine per medici e cittadini. Un osso rotto significa il 90% di probabilità di rompersene un altro, e infatti il 50% delle persone con frattura da fragilità ne subisce un’altra dopo 6-8 mesi. La proposta è quindi di focalizzarsi su diagnosi e terapie adeguate che possono ridurre il rischio di fratture fino al 70%, abbattendo anche il rischio di mortalità, il quale si attesta al 20-24% nel primo anno successivo alla prima frattura. Secondo gli ultimi dati, in 10 anni il numero assoluto di fratture di femore da osteoporosi in Italia è cresciuto rispettivamente del 27% e del 36% nel sesso femminile e in quello maschile. Se nella donna la causa principale dell’osteoporosi è legata al deficit estrogenico dopo la menopausa, nel maschio, nella maggior parte dei casi (circa 65-70%), è dovuta per esempio a uso di farmaci, altre patologie che determinano perdita di massa ossea o, infine, abuso di alcol.
In occasione della giornata mondiale dell’ osteoporosi, la d.ssa Katiana Di Marco, health manager del Centro Fisioelle di Lavello, che aderisce ad ASPAT Basilicata, promuove  nuovo hashtag: “muoversi per non subire il tempo”-obiettivo “prevenzione e salute”.
Il movimento fa sempre bene, previene, cura e determina “l‘essere in salute”, in una battuta è indice di vita sana.
Il Movimento è l‘ appuntamento quotidiano che nell’ agenda di ognuno di noi non deve mai mancare, specialmente nel soggetto anziano; ogni forma di movimento è quella giusta, camminare, praticare qualsiasi sport, certo l‘ optimum è la pratica almeno due ore a settimana della Ginnastica Posturale-che in Fisioelle ha un posto privilegiato, perchè il Centro di Lavello ha scelto di sganciarsi dalle pratiche comuni e di approfondire, ergo praticare, quella che è la forma più evoluta della stessa- il Kinesi Pilates.
Dopo la diagnosi del medico specialista o fisiatra, il paziente viene valutato da esperti fisioterapisti o specialist del settore che individuano il training terapeutico più giusto, conoscendo metodiche che superano di gran lunga le vecchie forme schematiche di semplice ginnastica dolce.
Il movimento razionale e strutturato produce benefici fisiologici e psicologici, i primi volti a migliorare la soglia di tolleranza del dolore, gli altri mirano a migliorare il tono dell umore aumentando lo stato generale di benessere psicofisico.
Altri benefici, sono senza dubbio quelli preventivi e sociali, i primi soddisfano quello che più volte viene professato come “il concetto di prevenzione” e difatti riducono l effettivo rischio di sviluppare malattie non trasmissibili come l‘ osteoporosi, gli ultimi stimolano il gioco sociale e quindi l’ integrazione del soggetto promuovendo nuove amicizie e conoscenze e quindi maggiore autostima e più positività.
Il movimento è prevenzione e cura dell osteoporosi: questa malattia si traduce in un indebolimento delle ossa ad opera di cellule specifiche: gli osteoblasti e gli osteoclasti.
Il 23 per cento delle donne di età superiore ai 40 anni soffre di osteoporosi mentre gli uomini dopo i 70 anni sfiora il 46 per cento, percentuale purtroppo in aumento negli ultimi 10 anni.
Le conseguenze più frequenti dell’ osteoporosi sono le fratture ossee.  fattori di rischio: menopausa, eccessiva magrezza, abuso di alcool e caffè, terapie a base di cortisone.

In Fisioterapia i rimedi per la prevenzione e la cura sono la pratica della ginnastica posturale e le sedute di magnetoterapia.
Le sedute di ginnastica posturale sono articolate in modo da determinare quello che è il recupero del trofismo osseo e questo tramite esercizi specifici a recuperare eventuali fratture. Gli esercizi devono impiegare uno sforzo minimo, non serve sviluppare sollecitazioni, occorre solo mirare il proprio lavoro al rinforzo muscolare e alla stabilizzazione della postura del tronco.
Il terapista specialist, a differenza del comune operatore, misura la giusta intensità, il giusto ritmo, prevedendo le giuste pause ed elaborando serie ad intermittenza che alternano il movimento al riposo.
La fisioterapia offre anche la giusta soluzione a chi non può concedersi il piacere di impegnare il proprio corpo con il movimento, con l’uso dell’ apparecchiatura di magnetoterapia.
Questo è un macchinario, che sfrutta gli effetti del campo magnetico sul corpo, frequenza ed intensità sono i due elementi da considerare nell’ esecuzione della stessa.
Nell’ osteoporosi è importante perchè fissa i sali di calcio responsabili della resistenza della struttura ossea e quindi previene il rischio fratture.
Centri di fisioterapia, anche i più comuni, sono dotati di tale macchinario che non registra neanche costi elevati.
Affidarsi a strutture di Riabilitazione serie, con esperienza nel campo, è la giusta prevenzione, giungere ad una diagnosi clinica, fatta solo da un medico specialista e/o fisiatra, traccia il giusto percorso di cura e prevenzione alle patologie, per l‘ appunto all’osteoporosi.

fisioterapiste
osteoporosi

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Il 20 ottobre si celebra la Giornata mondiale dell’osteoporosi

ln-logo

Dieci defibrillatori installati per Matera Cardiosicura: il sogno degli Amici del Cuore diventa realtà

cardio sicura 2

Piazza Vittorio Veneto 12, via Ridola 43, Piazza San Francesco 4, via Matteotti, piazza San Pietro Barisano 22, Via Bruno Buozzi 131, via Lucana in prossimità del Parco Giovanni Paolo II, via Tommaso Stigliani 80, Via Montegrappa 11 al borgo La Martella e via Lussemburgo 13 al borgo Venusio.
Sono i dieci luoghi della città di Matera in cui sono stati installati i dieci defibrillatori del progetto “Matera Cardiosicura”, promosso dall’associazione Materana Amici del Cuore onlus in collaborazione con il Comune di Matera, le aziende Domar e Sapa e l’Apt.

All’inaugurazione di Matera Cardiosicura presso il defibrillatore installato in piazza Vittorio Veneto hanno partecipato  il sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, Luigi Bradascio, consigliere regionale e past presidente dell’associazione, Paolo Loiodice, presidente dell’Associazione “Amici del cuore”,  Giuseppe Centonze direttore scientifico dell’associazione, Antonio Lorusso amministratore unico della Domar, Antonello Pilato referente della Sapa fornitura ospedaliera e Mariano Schiavone, direttore Apt Basilicata.
“E’ una giornata storica – ha dichiarato Luigi Bradascio, storico presidente degli Amici del Cuore di Matera perchè il nostro sogno diventa realtà. Il defibrillatore è un device che scarica una scossa elettrica sul corpo di un paziente che ha subito un arresto cardiaco. L’apparecchio effettua prima un elettrocardiogramma sul corpo del paziente per verificare se ha bisogno di una scossa oppure no. Grazie ad una legge nazionale approvata grazie ad un’iniziativa nazionale di Amici del Cuore e sostenuta anche dalla nostra associazione il defibrillatore può essere utilizzato anche dai laici e non solo dai medici. Naturalmente vanno formati attraverso un corso di 4 ore che fornisce informazioni sul primo soccorso, sul massaggio cardiaco e su come utilizzare il defibrillatore. Non ci sono tante città che hanno avviato un progetto di questo tipo in Italia e per questo siamo davvero orgogliosi di poterlo inaugurare a Matera, che in vista dell’appuntamento del 2019 può mostrare anche in questo ambito una sensibilità culturale. Ora sarà fondamentale proseguire con la formazione dei volontari. Finora ne abbiamo formati 200 e questo progetto formativo deve continuare perchè tutta la città deve sentirsi coinvolta nel progetto di Matera Cardiosicura. Ringrazio in particolare la Domar che ha contribuito per due terzi alla spesa di 35 mila euro necessaria per l’acquisto dei dieci defibrillatori, che sono stati già installati nei dieci punti indicati e che saranno attivi già nei prossimi giorni. L’Apt ha contribuito sostenendo i costi per gli opuscoli che riportano i punti in cui sono presenti i defibrillatori e numeri di pubblica utilità. Saranno consegnati nelle postazioni turistiche affinchè anche i visitatori siano informati su questo servizio. Presto i punti saranno indicati anche sui dispositivi mobili nell’applicazione di google map”.

Michele Capolupo

La fotogallery della cerimonia di installazione del fibrillatore in piazza Vittorio Veneto (foto www.SassiLive.it)

cardio sicura 6
cardio sicura 5
cardio sicura 4
cardio sicura 2
cardio sicura 3

 

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Dieci defibrillatori installati per Matera Cardiosicura: il sogno degli Amici del Cuore diventa realtà

ln-logo

Incontro a Roma su legge anti caporalato, nota Simonetti (Coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata)

caporalato pomodoro

Pietro Simonetti, presidente del Coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata, ha inviato una nota sull’incontro che si è svolto a Roma ad un anno dall’approvazione della legge anti caporalato.

“L’incontro svoltosi stamani a Roma ad un anno dalla approvazione della legge anti caporalato ha indicato progressi nella lotta al contrasto delle pratiche illegali di lavoro nero e sfruttamento dei lavoratori agricoli in particolare migranti. La riunione interministeriale, svoltasi nella sala intitolata a “Paola Cemente” (la bracciante morta l’anno scorso), del Ministero delle Politiche Agricole ha segnalato dati e percorsi di lotta al caporalato che vanno allargati e consolidati con la piena attuazione dei protocolli attuativi regionali, a partire dal primo sottoscritto in Basilicata con il finanziamento dei nuovi centri di accoglienza di Palazzo San Gervasio e Scanzano. Si è parlato anche dell’utilizzazione delle liste di prenotazione in tutte le regioni, dell’istituzione delle linee di trasporto, anche a prenotazione sulla base della positiva sperimentazione effettuate in Basilicata.

L’aumento delle azioni di contrasto e delle assunzioni regolari non bastano: tutto si gioca nella applicazione dei contratti di lavoro e nella congruità delle giornate lavorative assicurate e pagate.”

Fonte: http://www.sassilive.it/matera/salute-e-sociale/

Leggi l’articolo originale: Incontro a Roma su legge anti caporalato, nota Simonetti (Coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata)

ln-logo

Pagina 1 di 36712345Successivo ›Ultimo »